
Tra gennaio e agosto 2026, il mercato automobilistico europeo ha registrato una trasformazione profonda. Secondo i dati diffusi dall’Associazione dei costruttori europei (Acea), nell’Unione Europea sono state immatricolate 1.641.333 auto elettriche a batteria (BEV), segnando un incremento del 45% rispetto allo stesso periodo del 2025. La quota di mercato ha raggiunto il 21,7%, in forte crescita rispetto al 15,8% registrato un anno prima.
“Secondo i dati dell’associazione dei costruttori europei Acea”
Il sorpasso storico e il quadro geografico
La progressione delle vetture a zero emissioni ha toccato un traguardo inedito nel corso del secondo trimestre del 2026, quando per la prima volta in un intero trimestre le vendite di auto elettriche hanno superato quelle dei veicoli esclusivamente a benzina, attestandosi a una quota del 22%, per poi salire ulteriormente al 28% ad agosto.
A livello territoriale, Francia e Germania continuano a fare da traino, concentrando circa la metà delle vendite di BEV nel primo semestre. Di rilievo anche la performance dell’Italia, che ha registrato un aumento del 69% dei volumi, pur rimanendo ancorata a quote di mercato a una cifra.
La crisi petrolifera e i vantaggi economici dell’elettrico
Mentre l’offerta elettrica guadagna terreno, i motori tradizionali subiscono una battuta d’arresto: nello stesso periodo, le immatricolazioni di auto a benzina e diesel sono diminuite del 18,6%, facendo scendere la loro quota di mercato combinata dal 37,5% al 29%.
Secondo le analisi di Transport & Environment (T&E), a spingere ulteriormente questa transizione ha contribuito l’impennata dei costi di rifornimento. Dall’inizio della guerra in Iran, il gasolio ha registrato un aumento del 38%, facendo lievitare il costo di un pieno per un serbatoio da 50 litri di ben 30 euro. Complessivamente, lo shock dei prezzi del petrolio è costato agli automobilisti europei 53 miliardi di euro (di cui 40 miliardi legati al solo diesel). Il report evidenzia come chi avesse optato per un’auto elettrica fin dall’inizio della crisi avrebbe risparmiato circa 350 euro di costi di esercizio entro la metà di settembre.